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 Indice -> Interviste -> SSI, nel segno della continuità
 

SSI, nel segno della continuità

Dopo l'uscita di scena di Umberto Pepoli, Monica Marchesi e Stefano Stolfa hanno preso le redini del comando con l'intento di continuare sulla stessa strada degli ultimi anni. Cosa ne pensano della Convention Adisub e della subacquea tecnica. Come sta cambiando il corso Open Water, ora più accessibile.

Una foto scattata durante l'ultima edizione di aSSIeme a Sharm, manifestazione che avrà luogo il prossimo mese di novembre.

Una foto scattata durante l'ultima edizione di aSSIeme a Sharm, manifestazione che avrà luogo il prossimo mese di novembre.

«P
er noi è stato un grosso colpo sotto l'aspetto psicologico, abbiamo lavorato con Umberto Pepoli per una vita e quindi il suo abbandono, umanamente parlando, pesa tantissimo». Esordiscono così, all'unisono, Stefano Stolfa e Monica Marchesi, che dal 31 di gennaio di quest'anno, da quando Pepoli è uscito da SSI Italia, hanno preso le redini del comando, lei in funzione di presidente, lui di training manager. E molti, nell'ambiente della subacquea, si chiedono che cosa cambierà in seno all'azienda, se ci sarà continuità con il recente passato, oppure se si profilerà una nuova strategia. Ma la risposta sgombra il campo da ogni dubbio: «Squadra vincente non si cambia», rispondono entrambi decisi. Tutto, insomma, andrà avanti come prima.
«SSI Italia è ormai una realtà consolidata sul mercato ed è quindi logico continuare sulla stessa strada, con la stessa politica. Umberto era un leader, questo è fuori di discussione, però è anche vero che noi lavoriamo per SSI da una vita, conosciamo perfettamente il settore e i meccanismi che lo fanno muovere».

Quindi, su cosa punterete?

Stefano Stolfa e Monica Marchesi.

Stefano Stolfa e Monica Marchesi

«Sui nostri soliti cavalli di battaglia. Siamo in Adisub e continueremo a farne parte; la nostra didattica sarà sempre la stessa, con un paio di novità interessanti. E abbiamo, inoltre, tre momenti importanti, che negli anni sono diventati punti di riferimento per i nostri soci: il primo è la partecipazione all'Eudi Show, che facciamo in particolar modo per gli istruttori, per poter avere l'occasione di incontrarli e di scambiarci i punti di vista; il secondo è la Festa Nazionale SSI, che tanto successo ha avuto nelle precedenti edizioni e che quest'anno avrà luogo a Spotorno dal 19 al 22 maggio. Infine, c'è la manifestazione Assieme a Sharm, che faremo in novembre. Tutte iniziative che hanno lo scopo primario di fidelizzare il popolo SSI e di dar modo pure a chi subacqueo non è, come gli amici dei sub, le mogli o le fidanzate al seguito, di partecipare a queste iniziative perchè la loro attrattiva non si esaurisce nelle sole immersioni, c'è molto di più..».

Avete parlato di novità. Di cosa si tratta?

«Quest'anno abbiamo sostanzialmente due novità. La prima riguarda il corso Research e Recovery (Ricerca e Recupero), adesso completo di Dvd interattivo. La seconda è il rifacimento totale del vecchio manuale sui rebreather semi chiusi. E' stato aggiornato e ora è tutto a colori».

Cosa ne pensate della convention svoltasi lo scorso dicembre?

«La convention di Roma era nata con un obiettivo preciso: dar modo alle didattiche di Adisub di incontrare i propri istruttori, così da fornire loro informazioni e spiegare le novità; insomma, un importante momento di incontro per tutti. E con queste premesse SSI è stata ben felice di parteciparvi. Poi, però, strada facendo, la convention si è in parte snaturata, si è trasformata in una piccola fiera, con la partecipazione di alcune aziende produttrici di attrezzature. E questo non ci trova d'accordo, poiché non credo che il mercato, attualmente, abbia bisogno di un doppione dell'Eudi. Quindi, vogliamo capire se quest'anno la convention seguirà la falsa riga della scorsa edizione, oppure se tornerà al progetto originale. Stabilito questo, SSI deciderà se prendervi parte o meno».

Parteciperete al Festival del Fitness?

«Probabilmente no. Avrebbe senso farlo se fossimo tutti assieme, sotto l'egida di Adisub, come accadde il primo anno. Ma visto che le altre didattiche non ci andranno, non crediamo che valga la pena di andarci».

L'economia ristagna e anche la subacquea ne risente. SSI come sta fronteggiando questo momento delicato?

«L'economia europea soffre già da alcuni anni, la gente ha meno soldi e meno tempo rispetto al passato. Quindi, bisogna cambiare l'approccio di vendita. Parlando di corsi open, dobbiamo offrire un prezzo aggressivo e, soprattutto, garantire la massima flessibilità. Ci spieghiamo meglio. Le classiche otto o dieci lezioni serali di una volta, più le uscite in mare, non sono più accettabili, proprio perché la gente non è in grado di assumersi impegni fissi così lunghi. Di conseguenza, l'allievo deve essere messo nelle condizioni di ricevere gli strumenti necessari per studiare a casa propria, quando vuole e quando può farlo; poi, una volta pronto, si confronterà con l'istruttore, che verificherà la sua preparazione e spiegherà e correggerà gli eventuali difetti. Applichiamo il concetto dell'autostudio: ti fornisco il manuale, il kit e in seguito l'istruttore verifica che il lavoro sia stato fatto. Lo stesso vale per le uscite in mare, che non devono più avere date fisse, perché tanto non si riesce mai a mettere tutti d'accordo. Allora SSI ti viene incontro e ti organizza la logistica in base alle tue esigenze. Se, ad esempio, un allievo va una settimana in vacanza all'lsola d'Elba, noi gli offriamo la possibilità di fare le uscite di fine corso presso un centro SSI di quella zona.
«Un altro concetto fondamentale è che dobbiamo metterci in testa che il brevettato open non è un subacqueo autonomo, deve essere seguito e coccolato, soprattutto agli inizi, altrimenti il rischio che abbandoni l'attività è elevato. Affinché ciò avvenga è necessario appoggiarsi a diving professionali, ben organizzati, che abbiano strutture complete e siano in grado di garantire un approccio piacevole alla subacquea».

Come vi ponete nei riguardi della subacquea tecnica?

«E' una nicchia in espansione, da tenere sicuramente in considerazione. Abbiamo il corso Decompression, che sta andando molto bene. E', comunque, un settore delicato, dove SSI vuole entrare con i piedi di piombo, senza fretta, ma con un prodotto valido e con persone valide. Il programma è stato messo a punto da noi, assieme agli americani e agli australiani, dato che questi ultimi, in particolare, sono molto avanti. I manuali ci sono già; stiamo solo aspettando dagli Stati Uniti la versione ufficiale, che poi tradurremo».

SSI sarà sempre impegnata nella tutela dell'ambiente?

«Certamente, non per niente il progetto Sub per l'Ambiente continua: dal primo gennaio 2007 avrà luogo in Mar Rosso».

Insomma, in SSI nulla cambierà rispetto al passato?

«Esatto, l'unica differenza è che prima Umberto era una figura leader, adesso prevale più lo spirito di gruppo, il lavoro di team, nel quale tutti noi crediamo fortemente».

Testo di Luca Laudati
Tratto dalla Rivista Rivista Sub: www.adventuresub.it di Aprile 2006 (n.247)

 
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