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 Indice -> Prova in Mare -> Illuminatore Black Lux 4500 Hid di Giò Sub
 

Illuminatore Black Lux 4500 Hid di Giò Sub

Black Lux 4500 Hid: luce bianca anche in profondità

Dotato di un’autonomia eccezionalmente lunga nonostante le dimensioni assolutamente normali, l’illuminatore a scarica di gas di Giò Sub è stato studiato per i tech diver e gli speleosub, ma è adattissimo anche per tutti coloro che vanno in crociera e hanno poche occasioni di poter ricaricare gli accumulatori. Particolari costruttivi all’avanguardia.

Illuminatore subacqueo Black Lux 4500 Hid di Giò Sub

Illuminatore subacqueo Black Lux 4500 Hid di Giò Sub
Immagine tratta da
http://www.giosub.it

Q
ualche anno fa, cominciarono a circolare autovetture i cui fari producevano una strana luce, molto bianca e con strani riflessi azzurri, emessa da un nuovo tipo di lampada chiamata “a scarica di gas”. Erano le prime automobili a usare lampade Hid, acronimo di High Intensity Discharge, vale a dire lampade che basano il loro funzionamento su un arco elettrico tra due elettrodi di tungsteno situati all’interno di uno speciale contenitore realizzato per fusione di quarzo. Dentro il contenitore c’è un gas che aiuta l’accensione della lampada e delle sostanze metalliche che, una volta riscaldate fino al loro punto di evaporazione, iniziano a emettere luce.
In realtà, le lampade a scarica di gas sono usate da tempo in ambiti nei quali è necessario illuminare vaste aree con consumi e costi contenuti, come, per esempio, nell’illuminazione stradale, ma è stata l’adozione in campo automobilistico a portarle alla ribalta. Qualche tempo dopo si è cominciato a vederle anche nel settore subacqueo, soprattutto fra gli speleosub che esplorano cavità profonde e fanno immersioni lunghissime.
I primi modelli avevano una testa illuminante di grosse dimensioni e un pacco batterie, spesso chiamato col termine anglosassone di “canister”, voluminoso e piuttosto pesante. Caratteristiche che ne hanno limitato per molto tempo l’adozione da parte dei sub ricreativi, poco interessati ad autonomie di oltre dieci ore se, per contropartita, erano costretti a portarsi dietro un pacco batterie delle dimensioni di una bombola da cinque litri. La tecnologia, però, ha recentemente permesso, ad aziende impegnate nell’innovazione come la Giò Sub, di ottenere prestazioni uguali a quelle che abbiamo appena visto con un illuminatore di dimensioni e peso tipici di una normale lampada subacquea a incandescenza. E questo è proprio il caso dell’illuminatore Giò Sub Black Lux 4500 Hid che abbiamo provato in mare.
Fuori dall’acqua, la Black Lux 4500 Hid pesa appena 1.450 grammi, è lunga circa venticinque centimetri e ha un diametro, nel punto più largo, che corrisponde all’oblò anteriore, di sette centimetri: dimensioni e ingombri, dunque, decisamente maneggevoli.
L’illuminatore è molto robusto. Il corpo in alluminio anticorodal è stato sottoposto a un trattamento di anodizzazione che dà al metallo proprietà antiossidanti e isolanti e lo protegge da graffi e urti. Una lunga maniglia parte dal retro dell’illuminatore e si sviluppa in avanti come una specie di gancio che può essere anche usato per fissare momentaneamente l’attrezzo al jacket, magari infilandolo tra il fascione ventrale e la muta dopo averlo legato a un cinghiolo di sicurezza annodato in uno dei numerosi fori che attraversano l’impugnatura stessa.
In acqua, il brandeggio della Black Lux è molto agevole, sia grazie all’ergonomia complessiva della lampada sia al posizionamento della maniglia, tenendo presente che il corpo cilindrico ha dimensioni sufficientemente contenute da consentire di essere anche impugnato direttamente come una normale lampada tascabile. Nella parte posteriore del faretto ci sono il controllo di accensione e il tappo che dà accesso al connettore della ricarica; un essenziale tappo a brugola che offre il vantaggio di non poter essere aperto per sbaglio: o si ha la chiave, una normale brugola da otto millimetri, o non si può aprire. Riconoscerlo è facile grazie alla evidente indicazione “Recharge” incisa subito sopra. A sinistra del tappo si trova l’interruttore di tipo magnetico con le indicazioni “Off” e “On”: è costituito da un pomolo zigrinato che, pur non essendo grandissimo, si manovra agevolmente anche quando si indossano spessi guanti invernali. Nella parte superiore del pomolo c’è una piccola vite, anch’essa munita di testa zigrinata, che costituisce il blocco di sicurezza per impedire un’accensione accidentale, magari quando la lampada si trova nella borsa e nessuno se ne può accorgere. Il sistema di sicura è tanto semplice quanto efficace: basta avvitare o svitare la vite per bloccarlo. Una volta in posizione di fermo, però, l’interruttore non si muove più.
Tra l’interruttore e il tappo del connettore di ricarica, un po’ più verso il basso, troviamo la valvola di scarico del gas, che interviene nel caso in cui si dovesse formare una sovrapressione all’interno durante la scarica delle batterie.
Più di quattro ore di autonomia per questa lamapada di Giò Sub
L’illuminatore Black Lux 4500 Hid viene fornito in una solida valigia di plastica con all’interno una efficace imbottitura in grado di proteggerlo dagli urti durante il trasporto. La valigetta contiene anche le istruzioni per l’utilizzo della lampada e il caricabatterie, del tipo cosiddetto “intelligente”, ovvero in grado di gestire autonomamente la ricarica degli accumulatori grazie a un procedimento di ricarica accurato e monitorato. Una pratica rete di materiale sintetico, infine, protegge ulteriormente il corpo dell’illuminatore dai piccoli e inevitabili colpi contro il fondo. Caricati gli accumulatori e raggiunto il punto di immersione dove si svolge la prova in mare, montiamo l’attrezzatura, indossiamo la muta e, appena in acqua, accendiamo la luce. Dopo aver rimosso la sicura e girato l’interruttore nella posizione “On”, è necessario attendere alcuni secondi affinché si accumuli abbastanza energia nel “ballast” per poter instaurare l’arco elettrico e accendere la lampadina Hid, che inizia, così, a emettere la sua tipica luce bianca, visibilissima anche al sole a dimostrazione della sua notevole potenza. Dieci watt potrebbero sembrare pochi, ma, con questo tipo di tecnologia, essi corrispondono alla quantità di potenza che verrebbe emessa da una lampadina convenzionale a incandescenza da cinquanta watt.
La luce mantiene la sua qualità fredda e il colore bianco anche in immersione, quando l’azione filtrante dell’acqua si fa più sentire. La luce “fredda” delle lampade a scarica di gas ha, in realtà, una temperatura di colore molto più elevata di quelle delle lampade a incandescenza. Per fare un esempio, la lampada della Black Lux 4500 Hid emette luce alla temperatura di colore di 6.000 gradi Kelvin, mentre una normale lampada a filamento da cento watt arriva a circa trecento gradi Kelvin. Una differenza più che evidente. A questo proposito, è bene ricordare che quanto più la temperatura di colore di una luce è alta, tanto più la luce stessa ci sembrerà fredda e con tonalità spostate verso il blu. Facciamo un esempio pratico: la luce di un cielo estivo privo di nuvole varia da 9.000 a 10.000° K, mentre la luce del sole a mezzogiorno ha una temperatura di colore di 5.400° K.
L’alimentazione dipende da accumulatori dodici volt al Nichel metal-Idrato da 4.500 milliampere di capacità.
Il fascio luminoso della Black Lux 4500 Hid è ben proporzionato e adatto a vari utilizzi, sia per le immersioni in parete sia per quelle sui relitti.
Il sistema Hid offre un’autonomia eccezionalmente lunga. Nel nostro caso arriviamo a circa duecentosessanta minuti, oltre quattro ore! Una durata così importante è decisamente più che sufficiente per una immersione tecnica molto lunga e va dunque benissimo anche per l’uso in grotta. Durante la nostra prova in mare, di immersioni ne abbiamo fatte due con la stessa carica, e ciascuna della durata di più di un’ora. Non siamo, quindi, neppure riusciti a intaccare in modo rilevante l’autonomia della Black Lux 4500 Hid, ma, nel caso in cui fossimo arrivati ai limiti della carica, il circuito elettronico di controllo dell’alimentazione sarebbe intervenuto a spegnere la luce prima che gli accumulatori rischiassero di essere danneggiati.
Nella subacquea ricreativa, dove le esigenze sono molto minori rispetto alla tech diving o alla speleosub, la Black Lux 4500 Hid può essere ugualmente utilissima per chi fa crociere sub e non ha molte possibilità di accedere a una fonte di corrente elettrica: con un illuminatore così si possono fare numerose immersioni con una sola carica.

Testo di Guglielmo Viviani
Foto di Pietro Cesaroni
Tratto dalla Rivista Rivista Sub: www.adventuresub.it di Settembre 2006 (n.252)

SCHEDA TECNICA

Prodotto: Black Lux 4500 Hid;

Tipo: illuminatore subacqueo;

Produttore: Giò Sub, via Canossi 8/10, 25030 Roncadelle (Bs), www.giosub.com;

Materiale: alluminio anticorodal con trattamento di anodizzazione antiossidante, isolante, antigraffio e antiurto;

Alimentazione: accumulatori 12 volt al Ni-mH da 4500 mA;

Potenza: 10 W (equivalenti a 50 W di una lampada a incandescenza);

Interruttore: magnetico a pomolo con sicura;

Autonomia: 260 minuti;

Tempo di ricarica: 4 ore;

Peso in superficie: 1.450 grammi;

Temperatura di colore della luce: 6.000° K;

Caratteristiche particolari: si ricarica senza smontaggio del corpo; richiede una manutenzione minima; gestione elettronica dell’illuminazione; valvola di sicurezza per sfiato del gas.

 
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